“Quando in servizio c’è Castagna … anche il vigile ci guadagna”; questo era dei miei motti (banale lo ammetto) quando avevo occasione di prestare servizio in quel di Modena una decina ormai di anni or sono.

La frase era riferita alla presenza, al lavoro, del collega Claudio Castagnoli, detto affettuosamente Castagna che è stato uno dei colleghi ispettori coi quali mi ero trovato, sin da subito, molto bene.

CI ho lavorato assieme per un po’ di tempo ed ho avuto continue conferme che Claudio è un’ottima persona da ogni punto di vista; non perfetto, come nessuno lo è, con le asprezze e debolezze, come ciascuno, ma un uomo dal cuore d’oro e sempre disponibile.

L’ho lasciato quando sono venuto via da Modena ma, saltuariamente, ogni volta che è stato possibile, l’ho rivisto, in occasioni culinarie, ed è sempre stato un piacere.

Ora, purtroppo, i colleghi modenesi non potranno più godere delle paterne attenzioni di Castagna per via del fatto che, il fetente, è andato in quiescenza, termine aulico e burocratico per dire in pensione: una grossa perdita.

Questo antefatto serve per introdurre la serata di ieri, 24 ottobre, quando ci siamo ritrovati, in tanti, per festeggiarlo; nonostante l’inclemenza del tempo, non avrei mai rinunciato ad andare a salutarlo perché, lo ripeto, è stato una presenza importante e significativa e lo considero un caro amico.

Dunque alle 20.00, in via Razzaboni, in quel di Modena, ho avuto l’onore di salutarlo e il piacere di rivedere un bel po’ di colleghi e colleghe che non vedevo da tempo.

Serata deliziosa, non voglio esagerare dicendo commovente, con un solo grosso neo, l’assenza di alcuni amici (Paolo, Francesco e Sabrina, ad esempio).

Ho respirato il miglior clima di certi momenti di condivisione, di lavoro comune, che tanto mi manca.

Un profluvio di chiacchiere (chi ne dubitava), abbracci e … la serata è scivolata via che non me ne sono accorto; ho quasi rischiato di mettermi a ballare (l’ho fatto tre sole volte in vita mia) e di lanciarmi in un’esibizione canora che avrebbe fatto strage di clienti, ma proprio la presenza di estranei mi ha trattenuto.

Degna conclusione della serata una deliziosa e simpatica torta, con le insegne del sindacato che tutto ha organizzato (anche il sindacato, a Modena, ha una marcia in più); torta bella e buona, candelina di contorno, invece, poco collaborativa perché ci sono voluti minuti e minuti per farla accendere ed esplodere in migliaia (esagero, lo so) di fiammelle a rappresentare l’entusiasmo dei partecipanti.

Non se ne abbia a male se trascuro qualcuno ma voglio qui ringraziare e salutare di nuovo, oltre al mitico Castagna, la non meno fantastica Fiorella, Elisa che è una colonna portante di questi eventi, Rossella, Franco Gianluca, detto Tortello, Matteo, Chiara L, e Chiara C., Rossella, Roberta, Enrico, Tostatino, Sabino, ma ne tralascio di sicuro (la stanchezza…).

Li ho rivisti con piacere e senza considerare l’evento come un amarcord, non amo le cosiddette rimpatriate che servono a ricordare un passato il più delle volte mai esistito (non sono mai andato alle cene dei compagnia di scuola proprio per questo).

Voglio pensare che siano persone che, in caso di necessità, siano disponibili e presenti, come vorrei esserlo io per loro, quindi in una visione positiva del futuro, non melanconica di ciò che è stato.

Appena l’ottimo Enrico mi farà avere le foto che ha scattato provvederò a trasformarle in uno dei miei soliti filmini che chi vorrà potrà vedere su questi schermi.

Ho conosciuto, giusto per chiudere, anche un simpatico giornalista, Giuseppe, che … chissà, un saluto anche a lui.

Chiudo con un augurio per Castagna: spero e auguro, a questo splendido amico, di non pensarsi come un pensionato, cioè come uno che ha finito di lavorare; al contrario ora ha più tempo a disposizione per altri tipi di lavoro, potenzialmente non meno proficui. 

Modena 24 ottobre 2019 memoria di Sant’ Antonio Maria Claret e di San Luigi Guanella Sacerdote