Gradevole palazzina su Corso della Giovecca, a Ferrara, in cui abitò Marfisa d’Este, figlia del marchese Francesco, figlio di Alfonso I d’Este e di Lucrezia Borgia, insomma nipote della famosa e famigerata figlia di Papa Alessandro VI Borgia.

Siamo nel 1559 quando inizia la costruzione, passata poi in eredità a Marfisa che continuò ad abitarla anche quando gli Este, nel 1598, in mancanza di eredi legittimi del duca Alfonso II d’Este, dovettero trasferirsi in quel di Modena e Ferrara divenne Legazione pontificia, appartenente allo Stato della Chiesa.

La palazzina si caratterizza, in particolare, come abitazione nobiliare del Cinquecento, riccamente decorata di affreschi, specialmente grottesche di fine fattura.

Non mancano anche i giardini, visto che la palazzina doveva servire come residenza estiva della famiglia ducale; dopo la morte di Marfisa d’Este iniziò un lento degrado cui è stato posto termine con il restauro e la destinazione a sede museale a partire dal 1938.

Di rilievo una copia del Ritratto di Marfisa d’Este (l’originale è a Mantova), il busto in marmo di Ercole I d’Este, vari altri busti marmorei,  il ritratto a figura intera di Giacomo I d’Inghilterra poi ci sono altri busti ed i mobili che risalgono ai secoli XVI e XVII.

C’è anche l’originale di un puttino in bronzo, opera di Giuseppe Virgili, risalente al 1935, pensato per la fontana che si trova nel giardino, ove ora si trova una copia.

All’interno è in corso un’esposizione “800/900. Cultura e società nell’opera degli artisti ferraresi dalle raccolte GAMC, Assicoop Modena&Ferrara, BPER Banca” con buone opere, che valorizzano ulteriormente una struttura degna sicuramente di una visita.

Tra queste opere mi è molto piaciuto l'”Autoritratto con famiglia” di un pittore a me sconosciuto (lo sono la gran parte), tal Giovanni Pagliarini, per via della faccia simpatica del giovane uomo.

Poi ci sono varie opere di Boldini, de Pisis e altri, tutte gustose da vedere in così bella ambientazione, seppur niente di straordinario.

Nota curiosa, come ho già raccontato: l’addetta alla biglietteria mi ha scambiato per ferrarese, per via dell’accento, incredibile.

Tutto il personale, volontarie comprese, è di estrema gentilezza, una nota di merito.

Ferrara 9 settembre 2019 memoria di san Pietro Claver e del Beato Giorgio Douglas Martire