Dopo le polemiche sullo ius soli ecco altre polemiche di cui si sentiva la mancanza visto che viviamo in un paese dove questo tipo di discussioni è talmente talmente frequente da essere divenuto una vera e propria abitudine.

Dunque per animare quel sereno e tranquillo, dimenticavo concorde, spirito che anima l’italica classe politica e non solo è spuntata questa fondamentale questione: introdurre nel codice penale l’art. 293bis che, secondo la proposta dell’onorevole Emanuele Fiano, così reciterebbe: « ART. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o
informatici ».

Dopo 75 anni dalla caduta dello sciagurato regime fascista c’è necessità di un nuovo articolo del codice penale? Questa banale domanda assilla molti.

In attesa di scoprire chi potrà fregiarsi della medaglia di più acerrimo antifascista, la corsa è già iniziata, mi chiedo se abbia senso, oggi, di porre la questione di una repubblica nata sull’antifascismo.

Normalmente quando si insiste tanto su una questione un motivo c’è, formazione reattiva?, strumento di difesa da un pensiero concepito e non praticato.

Non intendo parlare dell’onorevole Fiano che non conosco e non ne sono affatto dispiaciuto, ma della cultura antifascista italiana, che nel demonizzare il fascismo, forse (?) dimentica che quel maledettissimo fascismo è stato comunque sostenuto da un consistente numero di italiani e che sarebbe bene, invece di demonizzare, studiare la storia.

La polvere spinta sotto il tappeto non cessa di restare polvere e di produrre i danni che la polvere produce, soltanto lo fa più nascostamente.

Voler demonizzare il fascismo, ancora a distanza di tanti anni dalla sua fine, serve soltanto a restare fissati, manovra che la sinistra conosce per esperienza pluriennale, non ultimo, solo per esempio, l’accanimento antiberlusconiano di qualche tempo ancora abbastanza recente.

A differenza dell’organismo umano, cioè del corpo biologico, che una volta vaccinato, non corre più il rischio di infezione con quell’agente patogeno, il pensiero, non aggiungo umano perchè o è tale o non è (anzi, meglio, il contrario: c’è uomo dove c’è pensiero), non può essere vaccinato.

Ogni uomo deve fare proprio quel che è stato pensato, ereditarlo pacificamente e giudicare quel che riceve.

Porgli dei vincoli, dei paletti, dei divieti è invitarlo a pensare solo a quel divieto, un po’ come, ne ho già parlato, il caso di Barbablu.

Ho scoperto, mentre scrivevo queste righe, che l’onorevole Fiano è ebreo e che suo padre è stato un deportato: questo mi rende più comprensibile il suo atteggiamento e mi bendispone ma non toglie che la considero una battaglia di retroguardia.

Parma, 16 luglio 2017 memoria della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo