In questi giorni sono stato preso da svariati impegni oltre ad essere assillato dal malfunzionamento del pc per cui ho trascurato molte cose degne di interesse.

Ma prima un episodio, non degno delle prime pagine delle agenzie di informazione; alcune sere orsono, era il 4 di settembre, uscito di casa in orario inconsueto, verso le 20.30, ho incontrato, in cortile, il consueto rospetto, o un suo discendente, che puntualmente, torna nell’orto di casa mia.

Sono ormai anni che mi capita di incontrarlo, normalmente non più di una volta a stagione, nascosto tra radicchi e verdure varie; quest’anno l’orto è abbastanza spoglio (giusto ieri ho vangato e trapiantato 144 piantine di radicchio, massacrandomi schiena, anche e pressione) per cui il gradito ospite immagino stesse emigrando verso la più promettente erbetta del giardino (anche per i rospetti credo valga l’adagio che l’erbetta del vicino è sempre più verde).

Sono riuscito a girare un brevissimo video prima che scomparisse tra i vasi e finisse chissà dove; non ho insistito nella ricerca non volendolo in alcun modo disturbare: lo aspetto il prossimo anno.

Mi piace questa idea del rospetto che torna perché vuol dire che si trova bene, d’altronde pesticidi e veleni vari sono banditi ed è solo il concime naturale e la mia schiena che rendono l’orto generoso.

Chissà a che specie appartiene, per quel che ne so è un animale protetto e tanto basta; da bambino mia madre ci spaventava mettendoci in guardia dagli sputi dei rospi, che avrebbero potuto accecare.

Pregiudizio che mi ha sempre allontanato da questo animale fino a che non ne ho scoperto la presenza nell’orto ormai sono un certo numero di anni; mi suscitò allora simpatia e tale atteggiamento mantengo.

Sulla sua comparsa di allora, periodo di gravi preoccupazioni, non elaborai strampalate interpretazioni come leggo di qualcuno attorno ad uno scoiattolo bianco, ma di questo a breve …

Altro pregiudizio avevo nei confronti dei pipistrelli che, quando ero piccolo, abitavano numerosi nei pressi di casa, nelle fattorie che ancora esistevano prima dell’urbanizzazione; mia madre sosteneva che se si fossero impigliati tra i capelli (oggi non avrei questo problema) ne sarebbe derivato non ricordo quale disastro.

Da buon cuor di leone guardavo con apprensione i pericolosi volatili che avevano un aspetto poco rassicurante: solo da adulto ho scoperto che, seppur non belli, sono simpatici animali che si nutrono delle odiatissime zanzare; ciò mi tenga viva l’attenzione a quelle che oggi si chiamano “fake news”.

Non è buona cosa essere creduloni ed ingenui: ne uccidono più i pregiudizi della spada.

Parma, 8 settembre 2018 festa della Natività della Beata vergine Maria e memoria dei Beati Adamo Bargielski Sacerdote e martire,  Antonio da San Bonaventura Sacerdote francescano, martire, Giuseppa di S. Giovanni di Dio Ruano Garcia e Maria Addolorata di S. Eulalia Puig Bonany Vergini e martiri, Giuseppe Cecilio (Bonifacio) Rodriguez Gonzalez, Teodomiro Gioacchino (Adriano) Sainz ed Evenz  Martiri,  Ismaele Escrihuela Esteve Padre di famiglia, martire,  Ladislao (Wladyslaw) Bladzinski  Sacerdote e martire, Marino Blanes Giner Padre di famiglia, martire,  Pasquale (Pascual) Fortuno Almela Sacerdote e martire