Finalmente abbiamo di nuovo un governo: è una buona notizia per l’intero paese, checché se ne possa dire.

Io sostengo che non vi siano stati inciuci o strane alleanze, in un regime parlamentare è in Parlamento che si creano le maggioranze e quando una maggioranza c’è questa ha il diritto dovere di governare.

Questo non toglie che possano essere manifestate delle considerazioni anche critiche sebbene la sinistra sia notoriamente allergica alle critiche (chiunque non sia omologo al pensiero di sinistra dominante rischia l’accusa di fascista).

In realtà di critiche ne ho poche, piuttosto qualche auspicio.

Del Presidente del Consiglio Conte ho apprezzato la sobrietà dei toni (salvo l’intemerata – veniale – al momento della crisi di governo) che spero mantenga anche per il futuro: poche dichiarazioni e molto lavoro, questa è la ricetta ideale di ogni ministro, a mio modesto parere.

Ma veniamo al dunque: alcune cose mi turbano.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per la sinistra un’incarnazione del male assoluto (stavo per dire del demonio, ma i sinistri non sono credenti) manda un tweet di sostegno al nostro presidente del consiglio senza che nessuno dei sostenitori di quest’ultimo abbia da eccepire alcunché: un governo benedetto dal Male mi sembra difficile da digerire ma né il buon Speranza, neo ministro della sinistra più sinistra, né i tanti altri di quella galassia si pongono il problema di tale imbarazzante endorsement.

Superato questo piccolo imbarazzo grazie al magico potere della poltrona, non mi soffermo nemmeno sull’odio che fin a pochi giorni fa divideva i due contraenti maggiori del nuovo governo, da far impallidire Eteocle e Polinice.

Ma perché tanto odio? Forse perché, come nei condomini o sui posti di lavoro o in famiglia, si litiga con chi ci è più vicino o affine e infatti entrambi nascono dal medesimo brodo di coltura, dalla stessa base, sulla quale preferisco non esprimermi.

Guardiamo, invece, al positivo perché non mi si dica che sono il solito vecchio barbogio (lo sono, lo sono) criticone.

Il precedente governo aveva abolito la povertà, quindi quello nuovo parte già con una buona porzione di lavoro fatto, mi auguro non lo disperdano e non ci facciano ripiombare nella miseria.

A parte questo dettaglio devo ammettere che questo governo è l’essenza del Buon Governo, quello che da decenni l’Italia intera (salvo una miserrima quota di barbari arrivati improvvisamente dal pianeta Marte) anela e basta guardare da quali prodigiosi segni è stato accolto (manca solo una stella cometa per rendere perfetto il quadretto).

In primis lo spread, incubo di riflesso, perché pochissimi sanno cosa sia (anch’io lo ignoro o quasi), dei cittadini e incubo primario dei mercati: è bastato l’annuncio che il governo giallo rosso stava nascendo che i mercati, la demoplutocrazia avrebbero detto in altri tempi, hanno festeggiato graziandoci di decine e decine di punti; miglior viatico non poteva venire dai potentati economici, in barba sia ai comunisti estremi di Lue sia a quelli che si spacciano per essere di sinistra (ma quando mai).

Seconda benedizione dall’Unione Europea: a Bruxelles hanno festeggiato con entusiasmo per il pericolo disinnescato dei sovranisti e sicuramente allargheranno i cordoni della borsa con generosità pur di scongiurare il demone leghista.

Macron e Merkel festeggiano, così come Oltreoceano, tutti concordi sebbene pare si detestino.

Terzo e non meno importante: la benedizione del Sovrano Pontefice felicemente regnante.

Papa Francesco anelava alla creazione di cotanto consesso, che sono sicuro sosterrà con fervore.

Che dire poi dei media, delle testate giornalistiche, televisive, dei divi dello spettacolo, dell’intellighenzia di ogni ordine e grado, tutti in attesa che i barbari venissero sconfitti e ricacciati da dove sono venuti, da un altro pianeta come dicevo poc’anzi.

Non c’è nessuno in Italia, in Europa e in America che non apprezzi, sostenga e incoraggi il nuovo governo, il che è già un buon risultato visto l’angolino buio in cui eravamo stati cacciati dall’insipienza salviniana.

Apro un inciso: votai per la Lega, sostenni Salvini di cui molti discorsi apprezzavo sinceramente, probabilmente anche alle prossime (quando?) elezioni lo voterò turandomi il naso, com’è ormai proverbiale consuetudine affermare, tuttavia ne sono rimasto profondamente deluso: non si possono fare gli stessi proclami quando si è all’opposizione e quando, invece, si governa, non si possono invadere i media con comunicazioni volgari e sopra le righe, non si può scadere nella più becera imitazione del peggior italiano svaccato sulle spiagge alla moda; Salvini ha dato una grossa mano alla sua stessa rovina, ancor prima di commettere gli ultimi errori che hanno determinato la fine della sua esperienza governativa.

Da questo governo mi aspetto, fin da subito, una svolta importante in tema migranti: visto che l’accoglienza è un gesto umanitario e doveroso senza se e senza ma, credo sia indispensabile organizzare un trasporto diretto con navi di stato, dalla Libia alle coste del Belpaese, così che nessuno rischi più nulla.

Le roboanti dichiarazioni dei nostri mi attendo diventino gesti concreti: o una convenzione con tutte le ong da utilizzare come taxi del mare a basso (?) costo, facendole partire direttamente dai porti libici o un rilancio della compagnia aerea di bandiera da utilizzare per il medesimo scopo, che almeno la facciamo lavorare a pieno regime.

Mi aspetto che entro l’anno venga dichiarato che “sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno
Ogni Cristo scenderà dalla croce
E anche gli uccelli faranno ritorno

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno
Anche i muti potranno parlare
Mentre i sordi già lo fanno

E si farà l’amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.”

Mi aspetto, ovviamente, più diritti per tutti, assistenza medica gratuita (ne nutro forte Speranza), una giustizia giusta, riforme veloci efficaci della pubblica amministrazione, abolizione per decreto legge della burocrazia e elevazione agli altari del buon senso.

Un programma non complesso, a portata di mano e in tempi brevi o sbaglio? Non sbaglio affatto.

A proposito, seriamente, quanto durerà questo governo?

Credo fino a che non avrà raggiunto almeno uno di questi due obiettivi:

eleggere il nuovo presidente della Repubblica

far fuori definitivamente l’immondo Salvini (politicamente parlando, sia chiaro).

Immagino che gli sviluppi del Russiagate e le altre denunce querele e indagini che spunteranno daranno un prezioso contributo.

Conseguito questo obiettivo primario (anche il presidente è comunque secondario rispetto a questo) potremmo anche ipotizzare la fine della Storia: la religione umanitaria sarà patrimonio unanime ed indiscusso, la pace e la concordia regneranno e tutti potremo finalmente chiamarci fratelli, vivere nell’abbondanza.

Qualcuno dotato di spirito profetico aveva preconizzato l’avvento di questo meraviglioso governo; mi permetto una lunga citazione, secondo me azzeccatissima; è soltanto necessario sostituire libro con programma e alla persona singola del protagonista, l’intero esecutivo:

“È qualcosa che abbraccia insieme e mette d’accordo tutte le contraddizioni. Vi si uniscono il nobile rispetto per le tradizioni e i simboli antichi con un vasto e audace radicalismo di esigenze e direttive sociali e politiche, una sconfinata libertà di pensiero con la più profonda comprensione di tutto ciò che è mistico, l’assoluto individualismo con una ardente dedizione al bene comune, il più elevato idealismo in fatte di principi direttivi con la precisione completa e la vitalità delle soluzioni pratiche. Tutto questo risultava così unito e legato insieme con tale genialità d’arte che ogni singolo pensatore, ogni uomo d’azione, poteva facilmente scorgere ed accettare l’insieme soltanto sotto l’angolo particolare del proprio personale punto di vista. E questo senza nulla sacrificare della verità in se stessa, senza elevarsi per essa effettivamente al di sopra del proprio io, senza assolutamente rinunciare di fatto al loro esclusivismo, senza nulla correggere circa gli errori di opinione o di tendenza, senza colmare per nulla possibili lacune. Questo libro 6 meraviglioso è subito tradotto nelle lingue di tutte le nazioni progredite e anche il alcune di quelle arretrate. Per un anno intero, in tutte le parti del mondo, migliaia di giornali sono pieni zeppi della pubblicità degli editori e dell’entusiasmo dei critici. Edizioni economiche, col ritratto dell’autore, si diffondono a milioni di esemplari e l’intero mondo civile (a quell’epoca cioè quasi tutto il globo terrestre) si riempie della gloria dell’uomo incomparabile, grande, unico! Nessuno osa ribattere a questo libro che appare a ciascuno come rivelazione della verità integrale. Tutto il passato vi è trattato con così perfetta giustizia, tutto il presente apprezzato con tanta imparzialità, sotto tutti gli aspetti e il futuro migliore è accostato in modo così evidente e palpabile, che ciascuno dice: «Ecco qui ciò di cui abbiamo bisogno; ecco un ideale che non è utopia, ecco un progetto che non è una chimera». E il prodigioso scrittore non se lo trascina tutti, ma ognuno lo trova gradevole e in tal modo si compie la parola del Cristo.

Il nuovo padrone della terra era anzitutto un filantropo, pieno di compassione e non solo amico degli uomini, ma anche amico degli animali. Personalmente era vegetariano, proibì la vivisezione e sottopose i mattatoi a una severa sorveglianza; le società protettrici degli animali furono da lui incoraggiate in tutti i modi. La più importante di queste sue opere fu la solida instaurazione in tutta l’umanità dell’uguaglianza che risulta essere la più essenziale: l’uguaglianza della sazietà generale.” (“Il racconto dell’Anticristo” Vladimir Sergeevic Solovev)

Ammetto la mia inclinazione catastrofistica, ma auguri al nuovo governo, restando convinto che

Mala tempora currunt

Parma, 6 settembre 2019 memoria di san Zaccaria profeta e  dei Beati Pasquale Torres Lloret Padre di famiglia, martire e Diego Llorca Llopis
Sacerdote e martire