Ho approfittato dell’esposizione temporanea presso l’APE di Parma (APE è l’acronimo di Arti Performance Eventi, centro culturale e museale fondato da Monteparma) per visitare la ex Collezione Tanzi, pignorata dal tribunale e venduta all’asta.

Non pensavo attirasse tanta attenzione per cui sono rimasto stupito di trovare le sale piene e, all’uscita, una fila tanto consistente quanto inaspettata, evidentemente molti, come me, erano incuriositi.

Una collezione privata dovrebbe rispecchiare il gusto personale del collezionista ed era proprio questo quello che volevo scoprire, cosa il patron di Parmalat aveva raccolto seguendo le sue predilezioni.

Lo confesso subito: è stata una delusione, di opere davvero belle ne ho viste poche; al di là dei nomi altisonanti, davvero poco mi ha colpito.

L’opera più gradita è stata “Donna con cane” di Vittorio Matteo Corcos, ritratto splendido di una donna molto bella, secondo lo stile di Boldini.

Mi sono piaciute anche le 4 statue di chierichetti di autore ignoto (credo), poi certo Picasso e Gaugin, Van Gogh, una stampa di Goya, Matisse, Kandinsky.

Con piacere ricordo un disegno di Georg Grosz, “Yale boy’s mother”, da cui traspare la solita graffiante ironia, anzi sarcasmo distillato, dell’autore.

Interessante anche un autoritratto di Ligabue ed un dipinto dal titolo “Suorina con bambino” di Renato Vernizzi.

Mi ha poi colpito un dipinto di Enrico Robusti “Ritratto di giovane con alle spalle la città di Parma” che mi è sembrato riassumere ottimamente certa “sfrontatezza” dei cosiddetti parmigiani bene.

Una collezione in cui sembra vi siano perle mescolate a paccottiglia.

Terminata la visita, non ancora sazio, ho pensato bene di trasferirmi alla Pinacoteca Stuard che non avevo mai visitato, seppur mi fosse nota l’esistenza.

Ingresso gratuito, la Pinacoteca Stuard è attualmente ospitata presso i locali dell’ex convento di san Paolo, gli stessi della “Camera della Badessa” o “Camera di san Paolo” affrescate da Correggio (queste, però, visitabili a parte con ingresso a pagamento).

Giuseppe Stuard è importante per la mia storia personale perché mia madre ha lavorato per lunghi anni presso quello che un tempo era l’ospedale geriatrico e gerontologico intitolato al Nostro.

Non sono riuscito a trovare storia di questo ospedale se non un Decreto del Presidente della Repubblica del 18/12/1969 che  lo costituisce come ente ospedaliero e ne stabilisce i beni, da dividersi col Romanini, “Casa di assistenza per inabili ed anziani in Parma”. 

Ma torniamo a Giuseppe Stuard che fu un borghese decisamente molto ricco, stimato, cagionevole di salute che trascorse la vita gestendo il patrimonio di famiglia, svolgendo compiti pubblici con onore, dedicandosi alla Congregazione di Carità di san Filippo Neri, una confraternita caritativa dedicata all’aiuto dei bisognosi cittadini.

Oltre a queste già lodevoli attività, Giuseppe Stuard è stato un interessato collezionista di opere d’arte, sulla linea del nonno paterno.

Le opere non sono dei capolavori di straordinaria fattura, tuttavia sono decisamente belle, scelte sicuramente con cura e attenzione; tra queste spiccano quelle, famose, del  Tre Quattrocento, tavole a fondo oro di provenienza fiorentina e senese, già appartenenti al fondo del marchese Alfonso Tacoli Canacci, vendute al duca di Parma Ferdinando di Borbone e disperse per le chiese della provincia di Parma dal governatore francese ai tempi di quel brutto ceffo di Napoleone.

Parte finale della Pinacoteca Stuard dedicato ad opere decisamente più recenti ma non meno interessanti tra le quali spiccano quelle di Enrico Sartori e Amedeo Bocchi.

Una visita istruttiva con tanto di ottima guida, da consigliare ai visitatori che hanno un po’ di tempo e non sono troppo indaffarati a strafogarsi di cibo nella food valley.

Parma, 9 settembre 2009 memoria di san Pietro Claver Sacerdote e del Beato Giorgio Douglas Martire