In breve tempo, con l’intervallo di una notte, due sogni hanno agitato le mie inquiete nottate; inquiete per via di sonni agitati e frequenti risvegli.

Il primo sogno è assai breve ma intenso:

“Il comandante, in pubblico, dice che quando viene impartito un ordine si deve rispondere con “comandi”; io, dubbioso, obietto che questa formula è stata eliminata da tempo anche per i carabinieri.

Mi trovo, quindi, in auto, lato guida, con a fianco un collega di cui non posso fare il nome, ma utilizzerò una sigla per renderlo irriconoscibile, tal D.P.; questi mi si avvicina come se volesse coricarmisi addosso e baciarmi; forse mi sfiora (o gli sfioro) un capezzolo.

Il tutto mentre sul lato opposto della strada, in un pianoro in leggero declivio, il comandante, dritto come un fuso, sembra stia impartendo disposizioni militari”.

Il secondo sogno è, invece, ben più articolato e risale a questa notte, tra l’ultimo giorno del mese di ottobre e l’inizio di novembre:

“sono in auto, procedo in retromarcia a velocità molto elevata e, nonostante azioni i freni, compreso il freno a mano, non riesco assolutamente a rallentare e fermarmi (situazione assai angosciosa).

Sono in casa quando scopro che mi hanno rubato l’auto che era parcheggiata davanti, sulla strada e non in cortile (forse penso che se l’avessi messa in cortile…).

Nello spogliatoio, c’è un collega (anche in questo caso lo lascio ignoto), G.S., che è al lavoro nonostante fosse previsto di riposo; io gli dico di tornare a casa perché, anche se non l’ha fatto apposta, al lavoro lui non deve esserci e quindi non può restare.

Interviene, però, un altro collega, che è a torso nudo, M.B. (ed è strano perché non frequenta mai lo spogliatoio), che si offre di fare un cambio in modo che G.S. possa restare; probabilmente mi dice di essere disposto a tornarsene a casa lui e di lasciare il posto all’altro.

Forse gli ricordo che lui, comunque, è si è svegliato presto ed è già arrivato al lavoro, ma M.B. risponde che non c’è problema e se ne torna a casa volentieri.”

L’episodio dell’angoscia a seguito di auto senza controllo non è nuovo; già una volta l’ho vissuto, in un sogno di non moltissimo tempo fa: il riferimento che mi viene spontaneo è all’idea di essere o trovarmi senza controllo o senza freno, questione annosa e di rilevanza fondamentale.

Del resto, per il momento, non mi viene in mente nulla, quindi sono sogni da riprendere.

Parma, 1 novembre 2019 solennità di Ognissanti