Sentendo tg e leggendo qualche stralcio di giornale di questi giorni ho sentito alcune notizie che metto un po’ in fila senza pretese di sistematicità; notizie tali che, per chi non conoscesse questo paese, parafrasando Freud: “Posso vivamente raccomandare l’Italia a chicchessia”:

a Palermo gli adepti di Beppe Grillo sono coinvolti in un caso poco chiaro relativo alla raccolta di firme per le ultime elezioni;

a Napoli il presidente della regione Vincenzo De Luca, parlando ad una riunione di amministratori locali, dando atto dei soldi che il governo del nostro amatissimo presidente del consiglio ha elargito alla città, invita tutti a sostenere il sì al referendum per non interrompere il fiume di finanziamenti che viene da Roma;

Beppe Grillo paragona il nostro amatissimo presidente del consiglio ad una scrofa ferita;

Renzi definisce accozzaglia i sostenitori del no al referendum costituzionale.

Nell’elencazione mi fermo qui ricordando soprattutto a me medesimo che le parole sono fatti (dimmi come parli e ti dirò chi sei) e salvo aprire un inciso sul bonus cultura ai neo maggiorenni, una delle decisioni del nostro amatissimo presidente del consiglio; non voglio utilizzare nessuno degli aggettivi che mi prudono sui polpastrelli, preferisco contare fino a dieci, fare un bel respiro e dire, molto più sobriamente, che questa è pura follia, una decisione senza capo né coda, impresentabile e insostenibile nel paese che ha il terzo debito pubblico più alto del mondo.

Vengo alla conclusione, tralasciando il clima, pesante, di continuo scontro tra le parti avverse sul referendum del 4 dicembre, di continuo scontro tra l’Italia o meglio il  nostro amatissimo presidente del consiglio e l’Europa, di continuo scontro su tutto e tra tutti.

Le parole sono fatti.

La conclusione qual è? che quelli che ho citato prima non sono affatto episodi, sporadici, di malcostume: questa è l’Italia, oggi (non diversa dal passato se non nella maggior sguaiatezza).

Tutti delegittimano tutto, tutti si scontrano cercando di distruggere il nemico, nessuna istituzione esce indenne da questa smania di distruzione.

Le parole sono goggleeplus

.

C’è una risposta molto semplice al perchè le cose vadano male in Italia: le cose vanno male perchè sono gli italiani ad andare male.

Il governo è impotente, l’opposizione è impotente (Renzi, Grillo, Salvini, Berlusconi, Brunetta, Alfano per me pari sono) perchè i politici sono soltanto l’epifenomeno dell’italiota di Voghera, sono le amanite phalloides che crescono nel sottobosco di una società, di individui, troppo impegnati a litigare tra loro, a smantellare ogni istituzione, a piatirne però i benefici cercando di vivere da parassiti.

Senza la ripresa di un serio lavoro di civiltà da parte di ogni cittadino l’Italia non ha speranze e sono personalmente convinto che di speranze non ce ne siano.