Mi è stato chiesto di andare a Rimini per le due lezioni di prammatica in un corso di preparazione al concorso per agenti di polizia locale: ho accettato con entusiasmo, come sempre, visto che questa attività mi è di grande consolazione, oltre ad offrirmi la possibilità di rivedere qualche amico.

I miei progetti sono sfumati contro i vari impegni dell’uno e dell’altro, quindi ho avuto poche occasioni ma qualcuno sono riuscito a salutarlo e, per il resto, sono accaduti degli imprevisti … Il primo ha avuto a che fare con l’ospedale, che ha messo in dubbio la stessa partenza, ma tutto è andato bene.

Innanzitutto partiamo dall’inizio: approfittando del week end, avevo pensato di fermarmi anche per la domenica: ho trovato la soluzione del pernottamento grazie ad un amico di vecchia data, Cristian, che mi ha voluto ospite da lui.

Ho potuto soggiornare nella stanza rosa del Bed and Breakfast “Maison Biagetti” a Santarcangelo di Romagna: un posto splendido, curato con gran classe e squisito gusto; i titolari mi hanno accolto con l’amabilità e la cortesia che si riservano agli amici più cari e di questo sono grato, non essendo meritevole di cotante attenzioni.

Camera con bagno enorme, letto ampio e lungo anche per uno spilungone come me, con ben 4 cuscini, cosa che adoro; ottima anche la colazione, insomma tutto è stato perfetto.

La prima parte del pomeriggio è dedicata ad una visita a casa mia, dove il mio inquilino se ne sta andando: questo mi ha offerto l’occasione per rivedere due condomini con cui ho sempre avuto ottimi rapporti, Giuseppe e Andrea, quest’ultimo in particolare è persona che ho “istintivamente” sempre stimato e col quale mi sono trovato a mio agio.

Mi sono dedicato, quindi, ad una visita al centro di Santarcangelo, che è davvero un gioiellino: mi ero proposto di fare un salto alla chiesa Collegiata perché l’avevo visitata secoli fa e sapevo che custodisce un dipinto di Guido Cagnacci esposto a quella mostra organizzata a Rimini di cui io feci il direttore. Secoli fa.

Per arrivarci sono passato per la piazza dove fa bella mostra di sé l’arco che i santarcangiolesi hanno dedicato al loro illustre concittadino, Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli, meglio conosciuto come Papa Clemente XIV che deve la sua fama soprattutto alla Bolla Dominus ac Redemptor, con la quale ha sciolto i gesuiti, invisi ai potenti dell’epoca.

Dopo l’arco arrivo alla Collegiata che visito e fotografo, come da consuetudine, poi un giretto nei dintorni fino a quando incontro Cristian che può trattenersi per poco tempo; Cristian è un collega di quelli che tutti vorrebbero.

Non ricordo in quale occasione ci siamo conosciuti, credo di dover ringraziare il solito Umberto Farina, verso il quale ho un debito incolmabile, ma ci siamo intesi bene: da tempo lo considero una persona su cui poter contare, stimabile e affidabile come amico e come professionista.

Caratterialmente non potremmo essere più diversi, ma questo è una ricchezza di cui sono ben contento e non ostacolo.

Arriva il momento di iniziare il corso: il pubblico è nutrito, ci sono varie facce note, vecchi colleghi, tra i quali, particolarmente graditi, Davide e Massimiliano, una coppia ben assortita e affiatata che ha fatto un passaggio per salutare.

In prima fila c’è un baldo giovanotto, di nome Lorenzo, che mi sembra una buona promessa per il futuro, glielo auguro di cuore, ma chi attira l’attenzione è un vecchio collega, Stefano Muratori.

Inaspettatamente l’ottimo Stefano mi propone, per l’indomani, di andare a pranzo assieme: accolgo l’invito con piacere; la serata scivola velocemente verso una nebbia che non ho trovato nemmeno a Parma da molto tempo.

Fino alla prima rotatoria di Santarcangelo il nebbione mi accompagna per poi lasciarmi definitivamente, grazie al vento che, dal giorno dopo, spazzerà via l’umidità.

Il mattino successivo, dopo un’ottima colazione, mi trasferisco subito in aula, fino a mezzogiorno, quindi un po’ di saluti ed eccoci al ristorante con Stefano che, anni e anni fa, avevo soprannominato Muratorello.

L’avevo invitato a venire a Loreto ma i suoi impegni impediscono la realizzazione di questa proposta, così ci accontentiamo di pranzare assieme e non soltanto: trascorreremo quasi tutto il pomeriggio passeggiando per la città, visitando una bella chiesa, la chiesa di San Giuliano nell’omonimo borgo e parlando di tutto quel che ci veniva in mente, senza limitazioni o imbarazzi.

Avevamo perso i contatti, una decina di anni fa, ci eravamo rivisti, di corsa, ai funerali del comune amico Attilio, ma non c’era stata possibilità per trattenerci a parlare.

Non indugio sui motivi della perdita di contatto, mi rammarico di avere, ai tempi, sprecato un’occasione.

Confesso che io non avrei mai preso l’iniziativa di invitarlo a pranzare, il mio ritegno è spesso di ostacolo a queste felici occasioni, ma la sua proposta mi è stata così gradita da rilanciare e chiedergli di restare a parlare per molto più di quanto non avessimo preventivato.

Annovero Stefano tra le persone stimabili e spero che questa non rimanga l’unica occasione.

Serata trascorsa in solitudine a combattere l’angoscia che mi attanagliava, sensazione che traeva origine, almeno credo, da un senso di “amarcord” che mi faceva percepire come sia ormai di età avanzata e vicino al termine della vita.

Ho avuto l’idea di andare, l’indomani, a Loreto, ricordando anche le altre occasioni in cui ci andai, con un altro amico, Paolo, tanto tempo fa.

Loreto merita un post a parte, a quando avrò tempo.

Rimini, 23 febbraio 2019 memoria di San Policarpo Vescovo e martire e dei Beati Ludovico (Ludwig) Mzyk Sacerdote e martire, Nicola Tabouillot Martire, Wincenty Stefan Frelichowski  Sacerdote martire