Giovedì sera, 18 febbraio, a Modena, pizzeria a fianco del 212, stesso gestore.

Una di quelle serate che hanno uno strano effetto da dottor Jekyll e Mr. Hyde: sono entusiasmanti e deprimenti nel medesimo tempo.

L’occasione è data dal desiderio, in me sempre acutissimo, di coltivare le amicizie che sono nate durante la mia permanenza nella città estense.

La tavolata, assai affollata, ha visto, in particolare la presenza di alcuni dei miei prediletti: dal mio commissario prediletto, Andrea Piselli, all’ex tutor Paolo Piccinini, al mitico Claudio Castagnoli con la non meno adorabile Fiorella Artioli, Elisa Fancinelli le cui lodi sono sempre insufficienti, Gianluca de Simone detto Tortello per chiudere con due assi di briscola: Sabrina Menghini, inossidabile nel trascorrere del tempo, e il prediletto Cristian Cosimo.

Come nelle migliori occasioni c’è stato modo di parlare a ruota libera di qualsiasi argomento ci passasse per la testa: dai resoconti della vacanza a Budapest alla stepchild adoption, da Shakespeare, passando per i classici greci, al parlamento italiano.

Sono stato benissimo.

Uno dei tanti argomenti che è emerso, di sfuggita, è quello dell’indebito uso delle tessere che permettono di votare ma anche far registrare la presenza: i presidenti delle camere (o forse del solo Senato) avrebbero stigmatizzato il comportamento di chi, lasciando inserita la tessera, certifica una presenza non reale.

Mi veniva il paragone con chi, dopo avere timbrato il cartellino si allontana dal posto di lavoro; se è una truffa ai danni dello Stato non si capisce perchè non debba esserlo anche il poco onorevole comportamento dei nostri esimi rappresentanti a meno che non sia da interpretare come la legittima tutela e rappresentanza, in Parlamento, di quel che è il vero volto del paese: un paese di lerci individui sempre intenti a cercare di aggirare le regole del vivere civile.

Un evento epocale, però, ha contraddistinto la serata: il commissario Piselli mi ha concesso l’alto onore di rivolgermi a lui con l’uso della seconda persona singolare; dopo oltre 5 anni di conoscenza e stima, ieri l’ho chiamato Andrea: ne sono davvero onorato.

Ho scoperto di condividere con lui l’amore (da me dichiarato) per Kenneth Branagh, anche per lui interprete shakespeariano per eccellenza.

Tramite Kenneth siamo passati ai film con supereroi come protagonisti ma questa è un’altra storia.

Cristian ha criticato aspramente la mia cravatta (bellissima) a pois, la mancanza della cintura (m’ero scordato), ma ha rilevato, suo malgrado un miglioramento di look, il che mi consola, significa che Federico  Buzzi, mio carissimo amico, sta facendo un ottimo lavoro di collaborazione estetica.

Capisco che la mia predilezione per i colori pastello e l’amore per i contrasti sia ormai da abbandonare, vista l’età, ma mi è davvero difficile: amo il contrasto dei colori, mi piace moltissimo poterli far incontrare e scontrare, come se fossero le impetuose onde dell’oceano che in piena bufera si scagliano contro le scogliere.

Hanno ragione, lo ammetto, nel vietarmi di acquistare pantaloni di velluto giallo canarino e azzurro intenso: non ne ho il fisico nè l’età.

Non ho potuto dedicare a ciascuno le attenzioni ed il tempo che avrei desiderato ma l’avere trascorso assieme un paio d’ore abbondanti davanti ad un’ottima pizza mi ha regalato una buonissima serata, del che sono grato a ciascuno.

Mi ferisce il contrasto con una quotidianità desolantemente svilente.