L’ormai famosissima Carola Rackete è stata scarcerata dal Gip, la dottoressa Vella, assurta agli onori della cronaca, immagino suo malgrado, perché i magistrati non amano comparire sulle prime pagine dei giornali vista l’alta e delicatissima funzione cui sono preposti.

Quindi lascio a margine le decisioni del Gip che spetta ad altri magistrati sindacare, non certo a me né a qualunque ministro della Repubblica, come non spetta ai politici di opposizione cavalcare l’onda uguale e contraria.

Mi concentro un istante sull’eroina Carola, con alcune considerazioni.

La prima è che la signorina in questione è la Masaniello di turno, evidentemente frutto di una campagna mediatica che l’ha trasformata in un’icona, secondo la consuetudine di certa sinistra che vive, anzi sopravvive creando e sfruttando personaggi mediaticamente appetibili, ad esempio l’altra famosa combattente per il clima, la “temibile” Greta Thunberg.

La seconda considerazione nasce da una definizione di santa Carola affibbiatale, se non ho capito male da Massimo Fini: Antigone (miliardaria) che lotterebbe contro il tiranno Creonte Salvini.

La cultura occidentale considera quasi all’unanimità Antigone come un’eroina, la portatrice delle leggi del cuore contro le leggi dello stato: nel conflitto dovrebbe prevalere, quindi la pietas contro la societas.

In realtà, come insegna Giacomo Contri da anni, Antigone è figura assolutamente negativa: “Antigone è la pura ideologia della fraternità. per questo non è suscettibile di incontro” (https://www.operaomniagiacomocontri.it/uneroina-criminale-intervista-su-antigone/).

Antigone è un teorema, così come Carola è un teorema e Greta …

Pensiamo a migranti e profughi: che sia dovere di chiunque si trovi in mare dare assistenza a chi si trova in difficoltà è nella logica delle cose, così come lo è pure in terra, tanto che esiste il reato di omissione di soccorso: chiunque incontri un essere umano in difficoltà ha l’obbligo di aiutarlo.

L’ottima Carola si inserisce in questa logica giuridica e la utilizza come strumento politico, la trasforma in un’arma da utilizzare contro lo Stato.

Premetto che la questione migranti e profughi non è liquidabile in tre parole e che le mie considerazioni sono sicuramente non risolutive, né ne ho la pretesa.

Secondo il comportamento di Carola la sua legge, non umanitaria ma politica, deve prevalere su qualunque altra norma statale; a prescindere che vi siano organizzazioni criminali che gestiscono flussi  migratori di disperati, la logica caroliana è che gli uomini sono tutti talmente uguali da non potersi differenziare in base alle frontiere: non devono esservi frontiere, cioè ordinamenti giuridici, costituzione e leggi se non quella secondo la quale siamo tutti fratelli.

Rivoluzione francese docet e sappiamo com’è andata.

È Antigone il vero dittatore e il non averlo compreso è una delle tragedie della sinistra italiana e non solo, perché Antigone si oppone frontalmente alla possibilità che si costituisca un appuntamento cui convenire, cioè che sia conveniente per entrambe le parti; per lei solo una legge, peraltro astratta, è possibile, alla quale tutti debbono essere sottomessi.

Il discorso di Antigone è quello del padrone, seppur travestito da suddito, è quello del carnefice che si propaganda come vittima, tentando di far sentire in colpa chiunque a quel discorso non consenta.

Le eroine come Antigone sono mortifere, tanto quanto la legge che propagandano, anche quando travestite da angelo soccorritore.

Sia ben chiaro che di Carola e Greta non mi importa poco o nulla, la mia attenzione è alla proteiforme Antigone che è bene saper giudicare, qualunque veste indossi.

Parma, 6 luglio 2019 memoria di santa Maria Goretti e del beato Agostino Giuseppe (Elia) Desgardin Monaco e martire, della Beata Maria Rosa (Susanna Agata de Loye) Benedettina e martire