Palazzo dei Normanni è una costruzione che, vista dall’esterno, non ispira particolare gradevolezza, come un’ostrica nasconde il suo tesoro all’interno – niente a che vedere con il bello dentro di tanto pattume psicologico –  e che tesoro: la cappella palatina è un ambiente magico, affascinante, coinvolgente; lo splendore dei mosaici, la freschezza delle scene bibliche che tanto chiaramente dovevano parlare agli uomini che l’hanno voluta e che noi a fatica riusciamo a leggere, tutto, ogni dettaglio richiama lo splendore, la bellezza che gli antichi padri associavano alla presenza reale di Gesù Cristo.

La storia della salvezza è ritratta senza ideologie, come racconto di storie umane, di episodi accaduti a persone che hanno avuto come partner uno da loro definito col titolo di Signore; certamente c’è una rappresentazione sacra, religiosa ma anche molta umanità che viene raffigurata come un paradigma, come un esempio perché altri possano approfittarne.

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