Domenica 25 si vota ancora, a Parma, per eleggere il sindaco.

Come preannunciato, non andrò a votare, non trovando interessante nessun candidato.

A casa mia, però, è giunta l’ennesima lettera, indirizzata a mia madre, la vera capofamiglia, del candidato sindaco del pd, Paolo Scarpa.

Evidentemente i pidini e liste varie ad essi collegate ci tengono molto a riconquistare la città ducale che un centro destra insipiente ha rovinato anni fa. 

Lettera che intende, com’è normale che accada,  attirare la benevolenza, coinvolgere il potenziale elettore: denaro sprecato.

Niente personalismi, programma condiviso: all’inizio mi pareva di sentire  una dura critica al segretario pidino salvo scoprire che il bersaglio polemico era, invece, Chicco Pizza ma la sostanza resta: la falsa modestia dei fratelli che hanno ucciso il padre, come direbbe il Nostro Sigmund.

C’è tutta una storia da scrivere sulle oscillazioni tra impotenza e prepotenza

Da “L’eco di Parma” ho letto le dichiarazioni di questo candidato sulla sicurezza: i vigili di quartiere.

Una proposta innovativa, una scoperta da far impallidire Cristoforo Colombo: saranno i vigili di quartiere a salvare la città, ovviamente dando una mano all’aspirante sindaco, perché sarà lui, in prima persona, a “prendersi la responsabilità di ripulire Parma dal degrado e dagli spacciatori di droga.”

L’articolista continua  riferendo che Scarpa ha sostenuto che a Parma “ci sono quartieri in mano alle mafie“.

Parma – ha detto tra l’altro Scarpa – è diventata una delle principali centrali dello spaccio in Italia. Ciò perché si è lasciato correre e l’Amministrazione comunale è la prima responsabile di ciò. Il sindaco si è chiuso nelle sue stanze e non ha guardato quello che stava succedendo nelle strade, da San Leonardo a viale Vittoria. La situazione è degenerata in maniera inaccettabile: ci sono quartieri in mano alle mafie. Occorre agire con estrema tempestività, siamo in una situazione emergenziale“.

Capisco le brucianti preoccupazioni del candidato che ha a cuore la città, come tutti i bravi parmigiani (immagino che nessuno di loro assuma le sostanze tanto profusamente vendute dai numerosissimi spacciatori), perché non esiste un parmigiano che non sia una bravissima persona, ma mi permetto alcune obiezioni.

Se fosse vero, non lo so, non conduco vita sociale a Parma purtroppo, se dunque fosse vero che Parma è n mano alle mafie, immagino che questa affermazione sia fondata, cioè affermata a ragion veduta e non come utilizzata soltanto come slogan elettorale.

Se dunque è vero, come ne è venuto a conoscenza il candidato sindaco? sa questo candidato che sarebbe opportuno (pietoso eufemismo) denunciare i fatti reato di cui è venuto a conoscenza?

Dei reati, per quel che ne so io, si occupa la magistratura, se ne occupano le forze di polizia ad ordinamento nazionale come carabinieri, polizia di stato e guardia di finanza; solo marginalmente se ne occupa la polizia municipale che sicuramente non ha la competenza per affrontare reati di stampo mafioso (ramificazioni intercomunali quando non internazionali a tacer d’altro sconsigliano inutili e pericolose sovrapposizioni di indagini). 

Ebbene a sentire questo candidato “in caso di vittoria, la sua amministrazione “entro un anno riporterà la sicurezza nei quartieri“. Un obiettivo possibile, dice, semplicemente utilizzando bene la Polizia municipale. “Non voglio fare il sindaco-sceriffo – ha infine precisato – non è nel mio modo di essere. Ma servono deterrenti forti perché i cittadini hanno bisogno di sicurezza“.”

In un anno, utilizzando bene la polizia municipale si libera Parma dalle mafie, dallo spaccio e dal malaffare; non c’è che dire, nascosto sotto un’apparente bonomia che mi ricorda molto il cerchiobottismo di certa memoria democristiana, si nasconde un pericolo enorme per gli inetti politici italioti.

Altro che il decisionismo del “se perdo il referendum mi ritiro dalla politica” fiorentino o quello del “ghe pensi mì” di berlusconiana memoria, qui abbiamo davanti un politico che dichiara: in un anno con la sola polizia municipale risolvo i problemi di sicurezza di una città di medie dimensioni della provincia italiana.

Che ci teniamo a fare i magistrati inquirenti, le forze di polizia nazionali? eliminiamo e risparmiamo poi esportiamo il prodotto in tutta Italia, isole comprese.

Scopro di essere “leggermente” acido e so che non è cosa buona poiché omnis potestas a Deo; un tempo avrei detto che non riconoscevo come mio il sindaco eletto da queste elezioni (not in my name), oggi riconosco che chiunque venga eletto rappresenterà anche me.

Mentre concludevo queste semplici riflessioni di non elettore al ballottaggio, alle ore 08.50, una cortese signora, alla guida di un veicolo targato EF7*1T* (oscuro una lettera ed un numero per la privacy) si è fermata davanti a casa mia e con innegabile nonchalance ha depositato, spingendolo un po’, forse aveva sbagliato a calcolare le misure, una borsa di monnezza nel cestino dei rifiuti al servizio della fermata dell’autobus.

L’orario, piena luce del giorno, la sicurezza di essere vista da qualcuno, la sicumera colla quale ha depositato i rifiuti mi fanno pensare che la signora (ovviamente il termine esprime un’iperbole) manco abbia provato un minimo di giusta vergogna: in questi casi sono un sostenitore della legge del taglione; mi piacerebbe far trovare l’appartamento della gentildonna, al suo ritorno dal lavoro, pieno di sacchetti per la raccolta dell’organico da smaltire rigorosamente a mano.

Parma, 21 giugno 2017 memoria di san Luigi Gonzaga