Prima domenica dopo Pasqua, un tempo nota come domenica in albis perchè i battezzati deponevano le vesti bianche di cui erano stati rivestiti la notte di Pasqua, ora festa della Divina Misericordia: giornata bellissima, secondo le previsioni, per cui decido di concedermi una gita e Brescia è la meta prescelta.

Ci ero stato anni fa, in compagnia (ottima) della Piccola Porky’s e di Riccardo ma allora pioveva e nevicava ed avevo visto solo una mostra a Santa Giulia, mentre oggi ho azzardato, prima volta in questa primavera, le maniche corte.

Partenza di buon mattino e arrivo senza intoppi; non conoscendo per nulla la città parcheggio non proprio in centro, avrei dovuto osare di più, ma va bene così, non sono certo due passi, anzi due chilometri in più a spaventarmi.

So che è in corso una mostra dedicata a Tiziano e questo è uno degli obiettivi, l’altro la pinacoteca Tosio Martinengo, il resto è il maggior numero di chiese possibile.

Duomo Vecchio, Duomo Nuovo, S. Francesco d’Assisi, Sant’Eufemia, Santi Nazaro e Celso, Santa Maria dei Miracoli, San Giorgio.

L’impressione generale della città è positivo: Brescia è una bella città, sembra ordinata e ben tenuta tutto sommato; pochi mendicanti, pochi venditori abusivi mentre ho trovato molte deiezioni canine (che bel modo ipocrita per parlare delle cacche dei cani) e tante scritte sui muri, imbrattati dai soliti idioti.

La pinacoteca è il primo luogo “profano” che visito: un giovane e molto cortese cassiere mi accoglie spiegandomi dove trovare le altre sedi della mostra dedicata a Tiziano.

Inizio subito dicendo che questa mostra è stata una delusione: ho visto molte opere di Moretto, di Savoldo e … qualcuna di Tiziano ma nel complesso niente di entusiasmante; al contrario la pinacoteca è un bel posto, con opere sicuramente interessanti e, in particolare, con qualche scultura davvero bellissima. Stupendi il ritratto di Eleonora d’Este di Antonio Canova, non minori le opere di  Bertel Thorvaldsen, in particolare Ganimede con Giove in forma di aquila e Hayez, con un paio di opere di grandi dimensioni.

La visita alla pinacoteca Tosio Martinengo giustifica, da sola, la visita a Brescia.

Dopo questa visita ho girato per varie chiese, come dicevo prima oltre a visitare la seconda parte della mostra, presso i musei di Santa Giulia.

Una chiesa, in particolare, mi ha particolarmente affascinato, quella del Santissimo Corpo di Cristo, nota come chiesa di san Cristo o anche Cappella Sistina di Brescia: decorata interamente con cicli di affreschi del Quattro e Cinquecento.

Una chiesa strabordante di colori, proprio come piace a me, senza uno spazio vuoto.

La visita di questa chiesa mi ha fatto pensare ad una similitudine coi fiori e con le strategie di merchandising: ci sono fiori, parto da quelli viste le recenti fioriture in giardino, che non sono significativi se presi singolarmente, anzi sono se non insignificanti, di poco impatto mentre, al contrario, la loro quantità li rende splendidi; ce ne sono altri che già con un singolo esemplare colpiscono l’attenzione.

La fioritura dei narcisi di questo mese, nel giardino, ne è stato un esempio chiarissimo: certi narcisi doppi, anche da soli erano in grado di attirare e offrire un senso di gustoso apprezzamento, così nell’orto, la fioritura del ciliegio nano, con tanti fiori di piccole dimensioni, forniva lo stesso impatto visivo di piacevolezza.

Discorso identico per il merchandising: ci sono abiti o ancor più accessori di abbigliamento o gioielli che da soli fanno la vetrina e che richiedono di essere apprezzati nell’isolamento da qualsiasi distrazione ed altri che si notano e valorizzano solo se esposti in quantità.

Tutto questo per dire che la chiesa di San Cristo mi ha colpito proprio per questa sovrabbondanza in cui mi sono sentito avvolto ed immerso.

Nel chiostro adiacente c’è, invece, una curiosa meridiana catottrica, per chi non sapesse cos’è, beh nemmeno io lo sapevo ma grazie allo spirito investigativo che ho affinato in lunghi e duri anni di polizia giudiziaria, e soprattutto grazie alla targa posizionata a fianco, ho scoperto che è una meridiana che funziona grazie ad uno specchio 

Poi ricordo alcune opere che mi hanno colpito per un qualche motivo: le stagioni ritratte alla maniera di Arcimboldo, un meraviglioso San Giorgio e il drago, un fantastico Cristo Redentore benedicente di Raffaello e, sempre del maestro urbinate (che non sempre mi piace, ma non è questo il caso) un busto di angelo per continuare con alcune opere di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto.

Alcuni ritratti mi hanno ricordato i volti che ho visto a Berlino, se non ricordo male, dei defunti romani in Egitto, sepolti con mummificazione e che tanto mi sono rimasti in memoria.

Bellissimo il gruppo del Laocoonte di Luigi Ferrari, datato 1853, versione romantica della famosissima opera dei musei vaticani.

Una mostra che mi è piaciuta, nonostante il titolo leggermente “sovraesposto” è quella dedicata a “Picasso De Chirico Morandi” serie di opere da collezioni private bresciane; vi ho trovato varie opere decisamente belle.

Piazza d’Italia, ovviamente di Giorgio de Chirico, Otello e Desdemona di Alberto Savinio, Ponte della velocità di Giacomo Balla, Tazza dorata di Emilio Rizzi, Cleopatra morente di Achille Glisenti, Ritratto dell’aviatore Azzari di Fortunato Depero, Ritratto della madre di Cagnaccio di San Pietro …

Un discorso a parte merita la famosissima Merda d’artista di Piero Manzoni, che sarebbe un’opera di protesta contro il mondo dei mercanti d’arte ed una irridente ironia; è ben possibile ma quello che a me pare, invece, è che sia una manifestazione logica di una teoria, anzi l’epifania dell’ontologia che in fondo è il narcisismo.

Nella chiesa dei santi Nazaro e Celso c’è lo strepitoso, questo davvero splendido, Polittico Averoldi, di Tiziano con la Resurrezione, san Sebastiano e l’Annunciazione da lasciare incantati.

Non meno bella la sala capitolare annessa alla chiesa, con i ritratti di vari prelati che riempiono le pareti.

Una giornata decisamente positiva; ora non resta che elaborare le foto, che sono, come al solito, non poche sebbene mi sia accaduto di ritrovarmi con la batteria della macchina fotografica non a pieno regime (curiosamente anche la visita precedente aveva avuto inconveniente di questo genere).

Nello stile delle mie visite ho saltato il pranzo anche se mi sono concesso, unico sfizio della giornata, un gustosissimo gelato, dolce che sa unire l’apparente semplicità con una piacevolezza straordinaria.

Parma, 8 aprile 2018 domenica della Divina Misericordia