Il 22 settembre mi sono ritrovato a Riccione per partecipare ad uno degli incontri del convegno annuale della polizia municipale; ho avuto l’opportunità di rivedere, anche se per pochi momenti, alcuni colleghi e amici: da Umberto Farina a Miranda Corradi, da Claudio Rimondi a Lazzaro Fontana e ultimi ma non ultimi Alessandro Scarpellini, Andrea Rosa e Cristian Rocchi.

Pur vedendoli raramente li chiamo amici perchè le brevi conversazioni con loro mi hanno fatto venire voglia … e questo è uno dei criteri dell’amicizia.

Ripensando a quanto leggevo alcuni giorni fa, l’intervista a Giacomo Contri su Italia Oggi, con la definizione di libertà come agire libero, non causato (la creazione stessa non è forse il frutto di un agire non causato?) mi è nato un pensiero di questo genere.

L’agire in opposizione, e il pensiero è azione, ha bisogno di una causa cui reagire immediatamente, secondo la dinamica azione-reazione. I cani pavloviani ne sono un esempio ed un altro è l’esperimento del piccolo Albert di John Broadus Watson.

Discorso molto diverso è quello laico dove non c’è causa ma offerta che può essere fatta propria o ignorata o ancora rifiutata; nel momento in cui l’offerta diventa fonte esclude quasi per definizione l’immediatezza, il causa effetto, per lasciare il posto ad un lavoro personale il cui risultato non è predeterminabile.

Dunque gli amici che ho incontrato mi hanno suscitato alcune voglie cui vedrò se sarà possibile dare attuazione.

Ma il 22 settembre è anche una data significativa perchè è la conclusione del mio primo anno a Guastalla.

Non ne traccio un bilancio poiché tutto è in evoluzione ma la soddisfazione non abita di casa da queste parti, sebbene mi occupi di alcune cose che non mi dispiacciono affatto.

De hoc satis.

Infine ricorre l’onomastico del mio relatore di tesi, professore con cui sostenni svariati esami e che stimo come una grandissima persona; purtroppo le nostre strade si sono separate da tempo immemorabile.

Mi riferisco al professor Maurizio Malaguti che è stato, nei miei riguardi, persona di una squisitezza quasi unica.

Il 22 settembre mi torna sempre in mente il suo onomastico, a testimonianza dell’affetto che ancora nutro: è stato persona che ha inciso e influito sulla mia formazione e per questo gli debbo gratitudine.

Anch’egli mi ha fatto venir voglia.

Parma, 22 settembre 2017 memoria di san Maurizio