Vorrei nominare il dott. Giacomo Contri per l’assegnazione del premio Nobel per la pace, oppure, in alternativa, per l’economia.
So bene che la mia proposta è inattuabile, non sono addentro all’establishment che conta e che determina questo genere di scelte e tuttavia ritengo di farla per alcuni motivi che proverò a proporre di seguito:
parto da me, dalla mia proposta che ritengo di poter fare di fronte a tutto il mondo, non lo propongo per un premio cittadino o parrocchiale (anche se sarebbe ottima iniziativa quella di assegnarli, perlomeno, un ambrogino d’oro, da parte della capitale economica d’Italia): non ho deliri di grandezza ma, credo, di poter affermare, con certezza, che poche persone, come il dott. Contri, meriterebbero un riconoscimento mondiale per il lavoro di una vita.
Il dott. Contri è psicoanalista e perciò filosofo e in quanto tale produttore di un pensiero offerto a tutti – finalmente il comunismo realizzato? – senza altro copyright che quello del riconoscimento del lavoro compiuto.
La sua opera, il testo fondamentale è “Il pensiero di natura”, consiste nella fondazione di una nuova metafisica, impensata fino ad oggi ed originalissima nel suo svilupparsi partendo dal pensiero di Freud, passando da Gesù Cristo, Kelsen e Lacan.
Metafisica del lavoro, del diritto, dell’economia e della pace, termini finalmente declinabili senza conflitto salvo quello determinato dalla miseria psichica dalla quale ciascuno è connotato.
La vita psichica come vita giuridica è uno degli adagi in cui è sintetizzato il pensiero metafisico del dott. Contri: l’uomo non è animale, dotato di istinti, ma creatura al di là della natura e privo, nel bene e nel male, di una legge di moto che viene ricevuta dal trattamento cui è fatto “soggetto” dagli altri. Il giudizio di gradimento si declinerà secondo il criterio giuridico dell’imputazione (premiale o penale) e la patologia, nelle diverse forme di nevrosi, psicosi o perversione si declinerà secondo il rapporto con questa legge fondamentale.
La legge di moto, dunque, non è data, né preesistente, ma da fondare attraverso il giudizio di gradimento e di imputabilità: lavoro di pensiero come lavoro di fondazione del diritto costituzionale ed universale, l’uomo diventa animale giuridico e parlamento a due gambe.
Nel giudizio di gradimento rientra anche la differenza sessuale, finalmente rispettata e valorizzata per quel che è, una mancata obiezione di principio al rapporto con l’altro, possibilità di lavoro produttivo  senza esclusione di quegli affari che normalmente vengono chiamati amorosi.
Il pensiero, scoperto da Freud nella sua costituzione giuridica, viene valorizzato da Contri che individua il modo di uscita dalla crisi che il fondatore della psicoanalisi non era riuscito ad indicare.
Dalla metafisica greca a Kant, tutto il pensiero filosofico viene sottoposto a critica: la metafisica “padronale” viene smascherata e lasciata cadere come un ciarpame ingombrante grazie al vaglio del pensiero di Cristo, laico ed ebreo che propone la metafisica dell’albero giudicabile soltanto dal frutto che offrirà.
Metafisica giuridica perché è l’uomo, inteso come singolo individuo, che ha la facoltà di porre un ordinamento giuridico privo di presupposti schiavizzanti ma non meno universale o vincolante e prima premiale che penale.
Nobel per la pace perché venute meno tutte le “sfere” dei sessi, dell’intimità, del privato, del sentimento, ecc è possibile pensare al rapporto con l’altro con modalità non conflittuali ed anzi risolutive della conflittualità attraverso il giudizio di gradimento e la relativa sanzione, pubblica, efficace e senza necessità di infinite guerre e vendette.
Il pensiero giuridico è anche, e non può non esserlo, economico perché l’universo, che non preesiste, si tratta di fondarlo e di renderlo abitabile attraverso un lavoro di correzione (cum regere) che implica un giudizio di convenienza: cade l’oblatività del disinteresse, che lascia il posto ad una nuova metafisica dell’interesse, di qualunque tipo questo sia, con implicazioni economicamente inesplorate.
È recente la pubblicazione dell’Opera Omnia, testamento a babbo vivo, che rappresenta una miniera cui attingere a piene mani mentre è a disposizione di chiunque anche il lavoro quotidiano da giornalista che è presentato nel sito http://www.studiumcartello.it/
A ciascuno approfittarne come meglio crede: per questo merita un premio universale come il Nobel: finalmente un possibile, per chiunque ne abbia il desiderio, lavoro di pace nel pensiero con tutto quello che ne potrà conseguire.

Spero che altri vorranno sostenere questa idea.