La laicità dello stato, ricordiamo tutti la famosa e abusata frase di Camillo Benso conte di Cavour “Libera Chiesa in libero stato” (non era ma soprassediamo), è stata uno dei cavalli di battaglia di alcuni partiti politici di questi anni, in primis i radicali ma anche tutto il mondo di sinistra che ha sempre stigmatizzato gli interventi del clero ogniqualvolta si opponeva alle proposte “libertarie” ritenute contrarie ai valori non negoziabili, cioè alla dottrina cattolica.

Non c’è bisogno di tornare nei bui secoli passati, quando si combatteva per divorzio e aborto, basta guardare di poco indietro, alle battaglie per quelli che sono stati chiamati dico, pacs e unioni civili, oppure sulle adozioni da parte di coppie omosessuali o ancora inseminazione eterologa.

La chiesa veniva regolarmente invitata a starsene da parte, a non ingerirsi in faccende che riguardavano Cesaree non Dio.

All’improvviso è cambiato tutto: l’elezione, benedetta dai media, di papa Francesco, legittimo Sovrano Pontefice felicemente regnante (lo dico per evitare ambigue ombre), ha fatto cambiare rotta.

Le evidenti incursioni del Sovrano Pontefice e dei suoi collaboratori in un ambito politico, com’è la questione dei migranti, non ha provocato la minima ripulsa, anzi.

Pontefice non contestato, preti e vescovi, come ci insegna il caso di Pistoia, sostenuti dal partito democratico.

Sono decisamente contento di questa svolta, che mi auguro definitiva: finalmente cadono le false barriere tra la sfera civile e quella religiosa e ogni sacerdote, prelato o Pontefice potrà intervenire, senza contestazioni, nel dibattito politico, perchè sicuramente il partito democratico non avrà obiezioni da muovere, non potrà essere laicista a giorni alterni, ne sono più che sicuro.

Riguardo al caso di Pistoia, col parroco contestato e monsignor Vescovo che lo sostiene, ricordando a tutti che la Messa non è un momento di contrapposizione politica, ne cito le parole illuminanti: “A Messa si va esclusivamente per partecipare con fede al divino sacrificio, ricevere la grazia di Cristo e imparare a vivere nell’amore fraterno. Ogni altra finalità ha qualcosa di sacrilego.”

Non c’è una virgola che non sia condivisibile.

Peccato che il celebrante disobbedisca clamorosamente: “Don Biancalani ha anche definito «inaccettabili» alcuni provvedimenti del governo, aggiungendo poi: «Stanno partendo fiumi di denaro verso le coste libiche. Non penserete mica che ce li fermino gratis». «Faccio politica nel senso di polis – ha poi detto – perché siamo chiamati a esprimerci sulla vita comune e quando sono in gioco diritti umani dobbiamo avere diritto di parlare».”

Se queste parole sono vere, io le riprendo dal sito del Gazzettino, il celebrante ha evidentemente frainteso le indicazioni di Monsignor Vescovo.

Monsignore immagino avrà modo anche di chiarire la presenza di varie persone, come riporta sempre il Gazzettino:” In chiesa anche alcuni dei ragazzi migranti che don Biancalani assiste, tutti di religione musulmana, che hanno preso posto nelle panche esattamente sul lato opposto a quello in cui siedono gli esponenti di Forza nuova.”

Considerato che questi ragazzi sono musulmani e non pare abbiano manifestato l’intenzione di convertirsi, la loro presenza è spiegabile soltanto come sostegno al reverendo signor Parroco, per il suo gesto politico.

Il che, se ho ben compreso, è esattamente quanto stigmatizzato da Monsignor Vescovo, senza che nessuno, tuttavia, abbia obiettato alcunché. La solidarietà avrebbero ben potuto offrirla restando sul sagrato della chiesa, non partecipando all’Eucarestia.

La cosa più triste, tuttavia, è la divisione dei posti, coi ragazzi musulmani posizionati sulle panche opposte rispetto a quelle occupate dagli esponenti di forza nuova: contrapposizione, cioè morte del pensiero perchè il pensiero vive nella prospettiva di un rapporto profittevole con l’altro.

Ho già citato più volte l’insegnamento di Giacomo Contri riguardo gli attentati terroristici, il suo parlare di sagome, nella contrapposizione si diventa delle sagome, non importa da che parte si stia.

Si diventa manichei, intolleranti e razzisti perchè chi non rientra nei principi etici, astratti ma espressi dalla classe dominante, diventa un reprobo, esattamente come chi giudica dal colore della pelle.

Non è un caso che la sinistra connoti sempre le sue battaglie come questioni di civiltà: io che sono contrario a questa legge sullo ius soli,  e sono sostenitore di una diversa politica sull’accoglienza, ad esempio, non mi ritengo un incivile.

Resto convinto che siamo in presenza di una continuazione della guerra contro l’occidente condotta con altri mezzi, con la chiesa a fare da, beh preferisco fermarmi qui.

Laicità vo cercando, anzi, parafrasando Diogene, con la statua pericolosamente a rischio, “cerco il laico”

Parma, 28 agosto 2017 memoria di sant’Agostino